giovedì 4 giugno 2015

New gen.

Lunga pausa, chiedo scuso. Così, senza aver fatto nulla di nulla per questo, ci troviamo in una nuova era tecnologica ed esistenziale. La mia personale Newage nella newgen è partita con il reboot di Tomb Raider, un paio d'anni fa. Probabilmente uno dei giochi più riusciti dai mitici '90.
Ed ecco la ricetta, la combo perfetta. E che la rima rimarchi il concetto come si deve!
1) Ficcate in una pentolaccia d'acqua bollente quattro parti di Rivoluzione...
Semplicemente Innegabile: dove c'è puzza di stantio  tocca spalancare la finestra e far entrare il nuovo. In altre parole, la rivoluzione è sempre una buona idee. Se non muore nessuno, chiaro.
Quindi applauso al coraggio. Perché i ragazzi di square Enix hanno osato di brutto.
Rivolazionando un fin dentri il  core un franchise che (con alti e bassi) ha fatto la storia del videogioco.
2) ...tre parti di Intelligenza...
E tanto di cappello all'idea di fondo di questo strepitoso reboot. Geniale e nelle corde del personaggio. Dove sempre allignano le buone idee.
Tomb Raider mutua quindi gran parte dei suoi nuovi connotati (tette escluse) dal survival horror dimostrando che tra i due c'è un'intesa perfetta.
3) ... un Game Play spellato ben bene.
Porto ben due prove, vostro onore a sostegno della mia tesi.
REPERTO A) Dopo aver giocato a TOMB RAIDER le mie certezze sulla superiorità ergonomica do mouse&tastiera hanno preso a vacillare pericolosamente.
REPERTO B) Mia moglie, irriducibile militante anti-videogame, ha trascorso dieci-secondi-dieci in piedi davanti al monitor con un pesante padella tra le mani e se n'è andata dicendo, "Figo, a questo potrei giocarci, è difficile..."
Un paio d'ore dopo si cimentava sul gioco divertendosi come una matta. Giuro!
4) ... e tre parti di Immersività!
Anticipando che il livello di difficoltà e la curva di apprendimento sono molto ben tarate. Non è possibile dimenticare di menzionare la bontà della storia e lo spessore dei personaggi. Il buon doppiaggio in italiano e i molti modi in cui il gioco ti spinge a tornare sulgli stessi luoghi dando ulteriore respiro a un gioco già di per sé sufficientemente longevo.


La trama del gioco è semplice e tutt'altro che originale, ma se un film con una storia intrigante non ha altre qualità non vorreste vederlo rifatto da un grande regista?

Io sì, Tomb Raider resta è a tutt'oggi una pietra miliare del videogioco. E non per l'implementazione della tassellazione e altri orpelli nextgen ma perché si gioca facile, non ti molla, ti fa sudare senza frustrarti e ti riempie gli occhi di "sense of wonder" così a lungo che alla fine piangeresti come un bambino
 

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